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Fire emergency in Greece on Anek’s ferry΄El Venizelos’ – ΄ΕΛΕΥΘΕΡΙΟΣ ΒΕΝΙΖΕΛΟΣ΄: ΜΙΑ ΑΚΟΜΗ ΠΥΡΚΑΓΙΑ ΞΕΣΠΑΣΕ ΣΕ ΟΧΗΜΑΤΑΓΩΓΟ ΠΛΟΙΟ ΤΩΝ ΑΝΕΚ LINES

In the night between August the 28th and the 29th 2018 the ship Eleftherios Venizelos, another ferry from Anek Lines, during its travel from Piraeus to Crete with 875 passengers and 141 crew on board, was hit by a serious fire in the garage area, so much that the Captain was forced to declare general emergency and abandonment of the ship.

The emergency operations were not easy and implied the intervent of two firefighting tug boats, ten tenders, 48 firefighters and two emergency teams, as the fire was very quickly expanding from the lower decks and heavy black smoke was inclosing the ship.

The dynamic of the new accident is similar to the disaster of the Norman Atlantic, which as this one, was operating under the flag of the Greek company ANEK: a vehicle parked on board caught fire so that from 12am the board started to send emergency signals to get help from the Coast Guard.

After we assisted dozens of passengers who suffered a devastating experience onboard of the Anek’s ferry Norman Atlantic in the nights of the 28/29 December 2014 where so many lost their life, an all others suffered for their personal safety and for the losses of their personal belongings and for which we already submitted to the Civil Court of Bari our law suit against Anek and Visemar (see our web page on such case: https://giustiziapernormanatlantic.wordpress.com/), we face another case with a fire that broke out in the car deck of a ferry.

The emergency operations on the Eleftherios Venizelos went on during all night and the ship was at the end escorted back into Piraeus and all the passengers were disambarked only during the morning of the 29 August.

Media sources report that the ship has had many problems operating so much that since 2014 it has a discontinuous use, with some short-term rentals (including one to the Greek government for the transportation of migrants from the islands) and sporadic income in service as a replace of other ships Anek stopped for repairs. This raises questions in relation to safety of the ship. These questions will be adressed by with a specific complaint we will file to authorities that have already opened an investigation to find out the causes of the fire and the reasons for the lack of containment of the flames in the garage by the drenching system, providing all the trial expert’s reports on Norman Atlantic about critical issues on fires in Ro/Ro ship’s garage open decks. Continua a leggere

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Incidente probatorio Norman Atlantic – i risultati della perizia

Nel procedimento penale Rg 20598/14 sul disastro marittimo del Norman Atlantic abbiamo finalmente raggiunto la fase conclusiva dell’indagine svolta dai periti nominati dal tribunale di Bari nell’ambito dell’incidente probatorio diretto dal Giudice delle Indagini Preliminari dott.ssa Alessandra Piliego. periti nominati dal tribunale di Bari nell’ambito dell’incidente probatorio diretto dal Giudice delle Indagini Preliminari dott.ssa Alessandra Piliego.

A partire dal 27 marzo 2017, ogni giorno e per una settimane di fila, si è tenuta udienza all’interno dell’aula bunker di Bitonto, onde consentire al collegio peritale di illustrare i risultati della loro indagine e – in una trattazione divisa per blocchi (caricamento e rizzaggio mezzi, incendio, vdr ed apparati di bordo, gestione emergenza, abbandono nave etc.) – i periti si sottoporranno all’esame delle parti per le varie osservazioni, integrazioni, contestazioni e domande di approfondimento.

Le udienze si sono aperte con le prime schermaglie sul tema dell’ordine di esame e controesame ai periti da parte dei vari difensori. La norma processuale (art. 401, V comma cpp) prevede infatti che le prove sono acquisite secondo le forme ed ordine di assunzione stabilite per il dibattimento, e dunque si deve iniziare l’esame con le proprie domande ai periti chi ha richiesto l’incidente probatorio (nella fattispecie i Pubblici Ministeri), seguendo con il controesame da parte degli avvocati difensori dei 18 soggetti indagati. A seguire i difensori delle parti offese (noi), che possono rivolgere domande ed osservazioni solo indirettamente ed attraverso il giudice, il quale, se le ritiene pertinenti, le formula ai periti (in quanto, durante questa fase processuale, le parti offese non sono ancora parti processuali vere e proprie, qualità che assumono solo nel momento in cui viene ammessa la loro costituzione di parte civile, dopo la richiesta di rinvio a giudizio), assieme alle domande di chiarimento che lei stessa riterrà opportuno svolgere in chiusura dell’esame. Ovviamente “parlare” per ultimi rappresenta un vantaggio processuale non indifferente, tanto che durante il dibattimento vero e proprio, l’avvocato difensore dell’imputato è in genere garantita sempre l’ultima “parola”. In questa circostanza tuttavia, nonostante la protesta dei difensori degli indagati di poter intervenire dopo la serie di domande degli avvocati di parte offesa, il GIP ha giustamente ritenuto di mantenere l’ordine previsto dal codice, anche se, con grande disponibilità verso tutti, ha consentito una occasionale inversione di questo ordine per esigenze di alcuni difensori di parte lesa, e comunque ha garantito la possibilità per tutti, PM e difensori degli indagati di tornare su alcuni eventuali punti toccati da domande delle parti civili.

Nella serie di udienze consecutive si è iniziato da una breve e sintetica presentazione, da parte dei periti, delle quasi 700 pagine della loro relazione e sulle loro conclusioni sull’incendio, sulle cause di probabile innesco, tempi di sviluppo e modalità di propagazione, per poi sottoporsi alle domande della Procura, partendo dalla fase di caricazione mezzi (ed è emersa, come vedremo, una certa pressione di Anek sull’equipaggio della NA per imbarcare un numero di camion frigo in modo eccessivo rispetto alla disponibilità di prese, e sempre senza preavviso), delle operazioni di rizzaggio (ovverosia di aggancio dei veicoli pesanti alle paratie a terra, per assicurare la stabilita del carico e bilanciamento nave, eseguite in modo approssimativo ed assolutamente inadeguato, ammassando i mezzi e, sopratutto gli autotreni, troppo vicini uno all’altro, continuando le operazioni di rizzaggio addirittura anche in navigazione, senza comunque portarle a termine), di collegamento dei camion frigo alle prese di corrente (poiché è stato chiarito come sia severamente vietato, durante la navigazione, alimentare il gruppo frigo dei veicoli da trasporto con vano di carico a temperatura controllata, attraverso i motorini diesel che, invece, mantengono autonomamente la refrigerazione durante la circolazione su strada dei mezzi, e quindi questi, una volta imbarcati, vanno disattivati e allacciati alla rete elettrica della nave), il numero delle prese e dei cavi disponibili a bordo (dando evidenza della presenza di più camion frigo rispetto alle prese e cavi di collegamento disponibili sulla nave, il che certamente da evidenza che alcuni autotreni -almeno 3 sul ponte 4- non erano stati collegati all’impianto elettrico della nave e quindi presumibilmente avevano il sistema di refrigerazione con motore a scoppio in funzione durante la navigazione) e molti altri elementi che dimostrano una spregiudicata approssimazione e generale violazione delle norme Solas e del codice SMS alla base della tragedia (parlano di insieme di “errori umani” e di “vistose e intrinseche debolezze” sotto il profilo ingegneristico come cause del disastro) sopratutto per quanto riguarda l’approntamento della nave e del suo carico al viaggio.

Cosa che, d’altronde, era ben nota visto che i nostri clienti lo avevano con molta chiarezza riferito e denunciato sin da subito: gli autotreni erano stati stipati nei ponti garage in modo tale che alcuni autisti erano stati costretti ad uscire dai finestrini non riuscendo ad aprire gli sportelli, non allineati ne agganciati alle “margherite” di fissaggio a terra per il rizzaggio, ed infatti i periti hanno riscontrato che la Safety Way (la via di passaggio per uscire, per eseguire i giri di ronda ed eventuali controlli oltre che come via di fuga) era parzialmente impegnata da alcuni mezzi e lasciava un angusto spazio di circa 40 cm per passare, rendendo oltretutto particolarmente difficoltoso il check sugli allarmi che sono poi scattati in plancia (sopratutto per un marinaio corpulento come Nardulli, che infatti non ha portato a termine la perlustrazione ma si è limitato a comunicare in plancia che il fumo rilevato dai sensori proveniva da un motore a scoppio in funzione), la dotazione e settaggio degli allarmi antincendio (e la loro funzione di rilievo calore/fumo che poteva essere attivata in modalità and/or), la dotazione, capacita e funzionamento degli impianti anti incendio passivi sulla nave (porte tagliafuoco, paratie A60) e di quelli attivi (sprinkler e drenching). Su questo punto, i periti hanno anche accertato che il sistema drencher, quello che si può attivare per zone di divisione della nave come sistema di estinzione massiva ad acqua sui ponti cargo, deve esser aperto manualmente ed in non più di due zone contemporaneamente (mentre nella fattispecie venne avviato, per negligenza, su almeno tre zone (diminuendo quindi la portata e capacita di estinzione dei getti) e su una zona errata (sul ponte 3 e non sul 4).

Secondo la perizia, l’origine dell’incendio si è invece originato proprio sul deck 4, e con ogni probabilità da un motorino a scoppio a servizio di uno dei camion frigo imbarcati, visto che, come spiegato in aula, questi compressori sono diesel raffreddati ad aria, e quando il veicolo è fermo tendono a surriscaldare molto rapidamente, con conseguente e concreto rischio di generare incendi. Di qui il rigoroso divieto di tenerli disattivati durante la navigazione e l’obbligo per tutti i mezzi con carico refrigerato, di allacciarsi alla rete elettrica della nave per garantire il controllo della temperatura sul vano di carico alimentare, o il normale funzionamento dei diversi motorini a servizio (es. per insufflare aria nel trasporto di pesce vivo).

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Two years from the Norman Atlantic tragedy – Due anni dalla tragedia Norman Atlantic

norman-atlantic-in-fiammeExactly two years ago, on December the 28th 2014, the NORMAN ATLANTIC ferry, property of the Italian shipowner VISEMAR and rented by the Greek company ANEK LINES, departed from Greece and directed to Ancona, caught fire in the middle of the night off the Albanian coast, and in short time went drifting off the Adriatic sea, in a storm of six meters waves and force 8 wind, with almost 500 people on board and overrun with cars, trucks and Tir carrying goods from Greece to Italy, especially olive oil, which would then fuel the flames for days. The origins of the fire are still under investigation, via a procedure of recording evidence that, as required by the Public Prosecutor of Bari, will have to verify not only the evolution of the shipping incident, but also, and above all, the possible Crew responsibilities in emergency management on board, and the companies ones for malfunctions, as it seemed clear from the start, that the latter turned the fire – started from the deck 4 of the ship, in a real holocaust for dozens of people, 10 dead and over 19 missing, imprisoning the rest of the survivors on the top and outside deck of the ship, drifting inexorably and internally devoured by flames, and to be recovered only by helicopter and transferred one by one. A difficult rescue operation because of adverse weather and sea conditions, and that, despite having involved over 20 merchant and naval ships of different nationalities and several rescue helicopters, lasted for more than two days – an infinite time for those caught between the grip of toxic smokes, flames, incandescent floors and the icy cold of the water jets – sprayed continuously by emergency ships. The very few who managed to take their seats on lifeboats or reach the floating boat dropped overboard, lived an experience of terror and horror, even worse than those who remained trapped on the burning ferry.

No fire alarm was issued, no warning from the crew, and the passengers awoke at night between coulters of smoke and panic scenes. A panic which released – in many – the worst in human race. The first to abandon ship were some of the crew, dropping quickly the only usable lifeboat, with just a third of its precious capacity of persons. During the retrieve of the passengers using the baskets lowered from helicopters, others have literally attacked the rescuers, with bites and punches, just to be saved first, others refused to leave priority to women and children. Some people threw himself into the water to escape the flames, and was quickly swallowed by the waves of the icy December sea. Some bodies of drowned victims were found after days, torn apart by evident shark bites. Nearly twenty people are missing, but the count of those missing is certainly more serious, considering the presence on board of many illegal immigrants.

In the tragedy – however – there were also scenes of altruism and heroism, as in the case of the Orthodox priest who generously helped many shipwrecked persons to climb the dangerous rope ladder thrown by the rescue ship to the lifeboat on which they stood, leaving the way to all families before falling into the sea and get lost forever; or the greek doctor, who still works in Italy, which remained on board the ferry up until the end, providing his assistance to fellow sufferers, or like some truck drivers who, at great personal risk, managed to hook the towing tugs cable to the Norman Atlantic.

A horror lived in long and intense measure, in extreme psychophysical and weather conditions, which left indelible marks inside all people escaped from death, diagnosed in terms of “post-traumatic stress disorder“, studied for the first time in World War I and Vietnam veterans, and then ascertained as a psychological pathology, typical of disaster survivors, as in the case of the collapse of the twin towers.

After two years we are still waiting for the closing stage of the preliminary investigation by the magistracy and experts appointed by the Criminal Court of Bari. A report that will hopefully shed some light on the many shadows that since the beginning we have emphasized, with regard to ship-owners, the carrier, crew, those who certified the ship but also – and above all – in the maritime great transportation system, where the law of profit – too often – seems to prevail over the safety rules and accident prevention.

Avv. Massimiliano Gabrielli a bordo del norman atlanticOur team “Giustizia per Norman Atlantic” has represented so far about fifty people whose lives were devastated in various ways in the shipping incident, as passengers or as family members of victims or missing. Since the early days we were involved because of our experience in maritime disasters such as the sinking of the “Concordia” and “Jolly Nero“, and directly in the forefront we have provided (in person) assistance for immediate needs and to return home several families, support in the investigations on the DNA for the possible identification of missing persons, aid for the recover of the vehicles following the withdrawal of the vessel seizure (a year and a half after the accident), and then starting – on one hand – filing about 50 complaints and an intense work of investigations in the criminal proceedings – through our consultants and accessing the ship, and – on the other side – opening the negotiations with Anek & Visemar lawyers, in order to achieve a fair and honorable compensation in favor of our clients. Continua a leggere

Cars from Deck 2 seems NOT RECOVERABLE

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Here are the cars as landed today 04/20/2016 from deck 2 of the Norman Atlantic: while the heavy trucks came out virtually unscathed from the lowest deck 1, the cars are reduced to a heap of blackened metal sheets, stained glass, plastic affected by heat, completely mildewed upholstery and interior soaked beyond repair of smoke, dioxins and mildew.

Unfortunately, the expectations of many passengers and our clients to recover their belongings and objects – even if only of sentimental value, seems to be irretrievably lost and gone up in smoke together with the ship. At a first sight, everything that was in the cars and in the trunks is moldy and smoked trash.

Tomorrow they will complete the unloading of all vehicles and storage of the cars in a warehouse, in order to permit assessment of the owners and Anek on the recoverability of the cars. All cars pulled off by the ship today, in our opinion, is no recoverable under normal conditions, since the mold and the smell of dioxin is so strong that no one can enter the car without protective masks.

In the coming days we will update our clients via personal email on the outside condition of each car stored in the warehouse and on the evaluation and Anek and our expert on the recoverability of the cars and of the personal belongings.

NOTE THAT it will also be possible to transfer cars in Greece in order to collect the vehicles directly to the destination port.


Ecco le autovetture sbarcate oggi 20.04.2016 dal ponte 2 della Norman Atlantic: mentre i TIR sono usciti praticamente indenni dal ponte più basso, le auto sono ridotte ad un ammasso di lamiere annerite, vetri macchiati, plastica intaccata dal calore, tappezzeria completamente ammuffita e interni intrisi in modo irrimediabile di fumi, diossina e muffa.

Putroppo le aspettative dei tanti passeggeri e nostri clienti di recuperare i propri effetti personali e oggetti anche se di valore solo affettivo, pare essere irrimediabilmente perduta ed andata in fumo assieme alla nave. Praticamente tutto quanto era nelle auto e nei portabagagli è ammuffito e affumicato.

Domani si porteranno a termine le operazioni di scarico delle vetture e stoccaggio in un magazzino, al fine di consentire la valutazione da parte dei proprietari e di Anek sulla recuperabilità o meno delle vetture. Di tutte le vetture tirate fuori dalla nave oggi, a nostro giudizio, nessuna è recuperabile a condizioni normali, essendo la muffa e l’odore di diossina talmente forte da non poter entrare nelle auto senza le maschere di protezione.

Nei prossimi giorni aggiorneremo i nostri clienti tramite mail personale sulle condizione delle singole autovetture depositate nel magazzino e sulla valutazione di Anek e del nostro corrispondente sulla recuperabilità o meno delle vetture e del contenuto.

NOTA BENE sarà possibile anche trasferire le autovetture in Grecia per consentire il ritiro direttamente al porto di destinazione

Seizure of trucks close to an end -dissequestro dei TIR vicino

The end of the seizure for 26 trucks, cargo and commercial vehicles escaped from the flames but blocked in Bari for over a year in the Norman Atlantic lower deck, and then after the unloading last week, immediately placed under seizure for the debts (about 2 million euro) unpaid by Visemar (owner of the ship) to the maritime rescue company (the Fratelli Barretta of Brindisi), is near, after a legal dispute between the carrier and the maritime rescue company. A settlement agreement between the parties has just been found, and then decays the reason that led to the seizure of all that was transported in the garage of the ship, including trucks, which at this point can be freed and returned to their rightful owners, mainly greek.

UPDATE 13.04.2016: the lawyers representing the tug boat company have informed that they renounced the seizure after a signed agreement with the Greek company Anek, charterer of the ferry.


Il dissequestro dei 26 TIR e veicoli industriali scampati alle fiamme ma bloccati per oltre un anno nei garage del Norman Atlantic, e poi dopo lo sbarco nelle settimane scorse, posti sotto sequestro conservativo a Bari per i debiti (circa due milioni di euro) non pagati da Visemar (proprietaria della nave) alla società di salvataggio marittimo (la Fratelli Barretta di Brindisi), è vicino, dopo una vertenza giudiziaria tra il vettore e la società di salvataggio marittimo. Un accordo transattivo fra le parti è appena stato trovato, e quindi decade il motivo che aveva portato al sequestro conservativo di tutto ciò che era trasportato nei garage della nave, compresi i camion, che a questo punto possono essere liberati e restituiti ai legittimi proprietari, in gran parte greci.

AGGIORNAMENTO 13.04.2016: i legali della società di traghettatori hanno fatto sapere di aver rinunciato agli effetti del sequestro dopo un accordo sottoscritto con la società greca Anek, noleggiatrice del traghetto.

Unloading vehicles deck 1-2 – sbarco dei mezzi ponte 1-2

The italian authorities have authorized unloading of vehicles from decks n. 1 and n. 2 of the Norman Atlantic: those in charge in the operations have raised the ramps to access bridges n. 1 and n. 2 and over this week will be prepared suitable lighting to ensure safe access to decks and the inspection by Harbour Master / Experts of the Court.

The program is to unload firstly the trucks by bridge n.1 (less affected by heat and flame) and today the first heavy trucks came out – after more than one year – from the cargo hold; As long as the lifting of the ramps goes smoothly and that it is guaranteed safe access, it is expected to unload all trucks in the week between 4 and 8 April, and then unload the vehicles on bridge #2 in the week between 11 and 15 April.

Further details will follow regarding the carry out of operations. Vehicle owners will have to provide the keys in order to unload vehicles from the ship. It has been planned to park the vehicles in a proper site, pending further agreements with the owners for their possible recovery and an inspection on general conditions of vehicles and personal belongings inside of it, as, even where not destroyed by the flames, have being exposed to extreme conditions during and immediately after the fire, and then closed in unhealthy environments for months.

We therefore ask our clients wich had a vehicle along with them, to provide us by express delivery with the keys of the vehicles and a copy of the registration certificate, by sending all to: Agenzia Legale -Viale Aldo Moro n. 11 / n – 00054 Fiumicino (Rome) Italy


 

Le autorità Italiane hanno autorizzato lo sbarco dei veicoli dai ponti n. 1 e n. 2: gli incaricati alle operazioni di smassamento della M/n Norman Atlantic hanno sollevato le rampe per accedere ai ponti n. 1 e n. 2 e nel corso di questa settimana sarà predisposta idonea illuminazione per garantire un accesso sicuro ai ponti e l’ispezione da parte della Capitaneria di Porto/Periti del Tribunale.

Il programma è di scaricare per primi i Tir dal ponte n. 1. (quello meno interessato da fiamme e calore) ed in data odierna i primi automezzi pesanti sono usciti dopo oltre un anno dalla stiva della nave; A condizione che il sollevamento delle rampe avvenga senza problemi e che sia garantito l’accesso in sicurezza, si prevede di scaricare i camion nella settimana tra il 4 e l’8 Aprile, per poi scaricare i veicoli dal ponte n. 2 nella settimana tra l’11 e il 15 Aprile.

I successivi dettagli seguiranno con riguardo allo svolgimento delle operazioni. I proprietari dei veicoli dovranno fornire le chiavi al fine di scaricare i veicoli dalla nave. È stato previsto di parcheggiare i veicoli in luogo a ciò individuato in attesa di ulteriori accordi con i proprietari per il loro recupero e una valutazione sulle condizioni dei mezzi e degli effetti personali al loro interno, che anche ove non distrutti dalle fiamme sono stati esposti a condizioni estreme durante e subito dopo l’incendio, e poi chiusi in ambienti malsani per mesi.

Chiediamo pertanto ai ns. clienti che avevano un veicolo al loro seguito di fornirci tramite corriere espresso le chiavi degli automezzi e copia della carta di circolazione, inviando tutto ad Agenzia Legale -Viale Aldo Moro n. 11/n – 00054 Fiumicino (Rome) Italy

Norman Atlantic – finished unloading from deck 3 – Terminato lo sbarco mezzi ponte 3

IMG_1034It’s been completed the sorting and unloading of the burned vehicles from deck 3 of the ship Norman Atlantic, docked in the port of Bari and destroyed by fire in 12/28/2014, causing the death of 11 people and 18 missing, for all causes yet to be ascertained. All passenger cars and trucks, extracted with great difficulty from the company contracted by the Public Prosecutor’s office in Bari under the direction of experts and scientific police and with the participation of our consultant Prof. Ing. Antonio Scamardella, were totally devastated by fire and high temperatures and reduced to a shapeless mass of metal, so it was carried out disposal and scrapping of vehicles.

The “sterile” area, released from vehicles – was immediately interdicted in order to allow the court experts to further investigate the causes and modes of fire development. It does not appear to be any biological specimen found, belonging to someone of the many dispersed.

The operations on the remaining bridges are therefore suspended and will continue after these scientific findings, until full unloading of the ship.

Our legal team has already from the beginning notified to Anek the full list of clients embarked with their cars, in order to allow verification and possible recovery of the vehicles and especially of their belongings and personal property, in some cases all they had, contained inside the vehicles.


IMG_7003Sono state portate a termine le operazioni di smassamento e scarico degli automezzi incendiati dal ponte 3 della nave Norman Atlantic, ormeggiata nel porto di Bari e distrutta dall’incendio del 28.12.2014, provocando la morte di 11 persone e 18 dispersi, per cause tutte ancora da accertare. Tutte le autovetture e gli autotreni, estratti con molte difficoltà dalla ditta incaricata dalla Procura di Bari sotto la direzione dei periti e della polizia scientifica e con la partecipazione del nostro consulente Prof. Ing. Antonio Scamardella, risultavano totalmente devastate dal fuoco e dalle temperature altissime, e ridotte ad una massa informe di lamiere, quindi si è proceduto allo smaltimento e rottamazione dei veicoli.

L’area “sterile”, liberata dagli automezzi – è stata immediatamente interdetta al fine di consentire ai periti del Tribunale di approfondire le indagini sulle cause e modalità di sviluppo dell’incendio. Non risulta essere stato rinvenuto alcun reperto biologico appartenente a qualcuno dei molti dispersi. Le operazioni sui restanti ponti sono quindi sospese e proseguiranno dopo questi accertamenti scientifici, fino al completo smassamento della nave.

Il nostro team di legali ha già da inizio comunicato ai responsabili di Anek l’elenco completo dei clienti che si erano imbarcati con le proprie auto, al fine di consentire la verifica e possibile recupero dei mezzi e sopratutto dei loro effetti e beni personali, in alcuni casi tutto quello che avevano, contenuti all’interno dei veicoli.