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Udienza 22 maggio 2015 – Incidente probatorio Norman Atlantic

norman-atlantic-fire-mapSi è tenuta oggi dinanzi al Giudice per le indagini preliminari Alessandra Piliego, del Tribunale di Bari l’udienza fissata per l’incidente probatorio, richiesto dalla procura della Repubblica per accertare mediante perizia le cause dell’incendio ed individuare malfunzionamenti, responsabilità e responsabili.

Il Giudice ha quindi conferito ad un collegio peritale composto da ingegneri e esperti della navigazione un complesso ed articolato quesito finalizzato a verificare la conformità alle normative vigenti, l’efficienza dei sistemi di sicurezza a bordo ed in particolare il sistema antincendio, efficienza e la manutenzione dei sistemi di salvataggio, le procedure di carico e rizzaggio dei mezzi e la vigilanza per accertare l’eventuale presenza di clandestini a bordo. I periti dovranno altresì completare l’analisi della cosiddetta scatola nera, ancora non eseguita in quanto il danneggiamento della capsula VDR ha finora impedito di estrarre i file audio di ciò che venne detto in plancia di comando durante l’emergenza. A questo riguardo è stato dato incarico ai periti anche di verificare le conversazioni intervenute tra il comandante Argilio Giacomazzi e la terra, sia tramite telefonini che per e-mail la notte del 28 dicembre 2015.

I periti avranno sei mesi di tempo per depositare il loro elaborato peritale.

Le operazioni di sopralluogo avranno inizio l’11 giugno alle 15:00 e si svolgeranno anche alla presenza dei pm Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano, ai consulenti di parte nominati dai difensori degli imputati e dalle parti civili. Per il ns. Pool legale scenderà in campo come ns. consulente il Prof. Antonio Scamardella, ingegnere navale e titolare della cattedra di manovra e governo della nave presso l’università di Napoli e già consulente dei PM nel processo Costa Concordia. Per consentire ai periti l’ispezione della nave, invece, già il 25 maggio per ordine del Giudice si procederà all’apertura del portellone della nave Norman Atlantic, onde accertare l’eventuale presenza di acque miste ad oli che potrebbero se riversati in mare provocare gravi danni all’ambiente, e si procederà poi nel tempo a sbarcare gli automezzi non distrutti dalle fiamme. Le operazioni si prevede che impegneranno almeno tre giorni, considerando che il metallo del portellone risulta essersi dilatato e fuso con la struttura della nave.

Si presume che durante le prossime operazioni di sopralluogo e di indagine da parte dei periti possano essere anche rinvenuti a bordo altri resti umani carbonizzati, tenuto conto che il numero dei dispersi è ancora approssimativo e che, quella notte, molte persone, tra clandestini e autisti dei mezzi pesanti, risulterebbero aver passato la notte nei locali garage, rimanendo poi intrappolati nell’inferno di fiamme che ha – di fatto – trasformato i ponti inferiori della nave in una sorta di alto forno senza via di scampo.

Per la restituzione dei beni ed automezzi non distrutti dall’incendio (anche se non è ancora certo il loro possibile recupero funzionale, attesa la massiccia esposizione dei veicoli al calore, fumo e acqua salata dal sistema antincendio drenching) e per la dichiarazione di morte presunta dei dispersi, si sono da tempo attivati gli Avvocati Alessandra Guarini, Massimiliano Gabrielli e Cesare Bulgheroni, che già lunedì scorso hanno incontrato i PM baresi per avviare le procedure di prelievo del dna dai parenti dei dispersi, affinché si comprenda se i cadaveri recuperati lungo le coste salentine nelle scorse settimane siano dei loro assistiti o meno.

Proseguono efficacemente, intanto, le trattative, del ns pool di avvocati, con i legali delle compagnie di navigazione Anek e Visemar, con i quali si sta discutendo un accordo per la liquidazione di una somma in acconto sul maggior dovuto in favore dei familiari dei dispersi e delle vittime, e di un possibile versamento risarcitorio a breve in favore dei passeggeri sopravvissuti, oltre al risarcimento per i danni agli automezzi ed agli eventuali beni andati perduti nel disastro del Norman Atlantic.

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Su Ns. istanza disposto TEST DNA sui familiari dei dispersi #Norman Atlantic

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Dopo oltre 5 mesi dall’incendio del Norman Atlantic non si è ancora accertata la identità di alcune delle salme recuperate a bordo ed in mare, ed i familiari di alcune vittime hanno incaricato i ns. Avvocati di richiedere alla Procura di Bari di procedere ad un prelievo urgente dei loro campioni biologici, al fine di confrontarli con quelli dei corpi rimasti senza nome; infatti i resti umani totalmente carbonizzati, recuperati a bordo della nave,  e quelli irriconoscibili recuperati in mare, a distanza anche di due mesi, sono già stati sottoposti al test DNA ma non era ancora stato effettuato altrettanto con i parenti dei dispersi, onde procedere poi all’esame comparativo ed eventuale identificazione.

Il giorno 18 maggio 2015 presso gli uffici della Procura di Bari, verrà quindi finalmente affidato l’incarico ai consulenti medico-legali di effettuare presso il policlinico di Bari il prelievo dei campioni biologici per il TEST DNA ai congiunti di due tra i passeggeri dispersi il 28.12.2014, anche in funzione del prossimo avvio delle operazioni peritali a bordo del relitto, che prenderanno il via dopo la udienza di incidente probatorio del 22.05.2015, e che potrebbero anche portare al rinvenimento di altri corpi rimasti a bordo in zone della nave non ancora esplorate: il numero dei dispersi accertati è di 19 passeggeri, di cui tre clandestini.

L’accertamento ha anche una determinante rilevanza riguardo ai tempi per i risarcimenti, poiché la condizione di morte presunta non è stata ancora dichiarata e, ad oggi, i parenti delle vittime non hanno ricevuto alcun tipo di risarcimento od indennizzo dalle compagnie Visemar ed Anek Lines, neppure a titolo di acconto.