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Costa Concordia case and Norman Atlantic

Costa Concordia and punitive damages

Costa Concordia and punitive damages

As known, the ruling on appeal in criminal proceedings about the sinking of Costa Concordia ship, has recently upheld the conviction of captain Francesco Schettino to 16 years in prison. Our legal team has participated in this criminal trial since the beginning, representing, as “Giustizia per la Concordia” the interests of circa a hundred passengers and one of the victims, through a civil request  of compensation filed in the criminal case, running in the court of Grosseto in first degree, and in front of the Court of appeal of Florence then.

Our work, however, it was also and above focused towards establishing facts, detection of truth and identification of ALL responsibilities that, over those undeniable, objective and subjective, of the Captain, have prepared the ground to realize the tragedy, and in particular those of the shipping company because of the many failures, the crew unpreparedness, lack of immediate demand of tugboats and criminal management of the emergency, all widely linked to a consolidated savings policy by Costa Crociere, and more generally from all the shipping companies of big ships.

In the first degree instance, our clients, which – differently many others passengers, did not accept the company offer (€ 11.000,00, giving up any further claims and rights), obtained the conviction for a provisional compensation payment by Costa Cruises, variable between 30 thousand and 50 thousand euro for each passenger. In Appeal the payment due has been increased of about 15 thousand euro, raising the provisionals in a range from 45.000,00 to 65.000,00 euro for each passenger. Up to six times the original offer , as accepted by most passengers!

About punitive damages, the case will proceed in Supreme Court, as recently in our country, we faced many openings to this important side effect of a conviction, in presence of gross negligence.

We can not but emphasize that the compensation ruling on the Concordia case, and the positive results obtained in that criminal trial, can ad will reflect also directly on the Norman Atlantic case, as the winding parameters of the damage used by the courts, took into account the existence of psychological harm, in terms of post-traumatic stress disorder (PTSD), resulting from the participation of our clients to a traumatic experience that left indelible marks in their lives.

Knowing in detail the personal story lived on board of the Norman Atlantic by all of our clients that we assist in this other major naval disaster, we can state without a doubt, that their experience on board of the ferry on fire has been extremely stronger than the one lived aboard of the Concordia, both in terms of duration (up to two days) that of the physical and psychological intensity (exposure to extreme conditions, intoxication from fumes, no assistance on board etc.) and finally major financial losses in the event for the loss of all goods and personal effects, destruction of vehicles and transports etc.

It is worth noting that insurers of both vessels are in fact the same subjects, (P&I club, referring to a joint consortium of shipping companies), and then all damages paid in favor of the Concordia passengers are an objective parameter that must be taken into consideration both at the time of further negotiations in the case of Norman Atlantic, and also in the case of a winding-up on the outcome of the criminal trial, in course of establishment in Bari.

In NA criminal proceedings, the Public Prosecutor office of Bari is finalizing the unloading and disposal of all destroyed vehicles by the outside decks of the ship, and experts are concluding their investigations, aimed at identifying the causes of the fire, the propagation mode of management emergency.

So we trust that soon there will be an acceleration in both the criminal proceedings in the possible negotiations in the accident of Norman Atlantic, which remains one of the largest in recent years in the Mediterranean.

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Costa Concordia and punitive damages

Costa Concordia and punitive damages

Come noto la sentenza di appello nel processo penale sul naufragio della Costa Concordia ha recentemente confermato la condanna del comandante Francesco Schettino a 16 anni di reclusione. Il nostro team legale ha partecipato sia dall’inizio a questo processo, rappresentando gli interessi di un centinaio di passeggeri e di una delle vittime, attraverso la costituzione di parte civile e la richiesta di una liquidazione risarcitorio già in sede penale da parte del tribunale di Grosseto prima, e della Corte d’appello di Firenze poi.Il nostro lavoro, però, si è incentrato anche e sopratutto in direzione dell’accertamento dei fatti, dell’accertamento della verità e della individuazione di TUTTE le responsabilità che, oltre quelle innegabili, oggettive e soggettive, del Comandante, hanno preparato il terreno al realizzi della tragedia, ed in particolare quelle della compagnia di navigazione per via dei tanti malfunzionamenti, della impreparazione dell’equipaggio, della mancata richiesta immediata dei rimorchiatori e della criminale gestione della emergenza, il tutto diffusamente legato ad una consolidata politica di risparmio da parte di Costa Crociere, e più in generale delle compagnie di navigazione delle grandi navi.

In primo grado i nostri clienti, che non hanno accettato la offerta di pagamento della società di 11mila euro (accettando la quale in moltissimi altri passeggeri, invece, hanno purtroppo rinunciato ad ogni ulteriore pretesa e diritto) hanno ottenuto la condanna di Costa Crociere al pagamento di una provvisionale sui risarcimenti, variabile tra 30mila e 50 mila euro per ciascun passeggero. In Appello tutti i risarcimenti sono stati aumentati di circa 15 mila euro, portando le provvisionali dai 45mila a 65 mila euro per ciascun passeggero. Fino a sei volte la offerta originaria, accettata dalla maggior parte degli altri passeggeri!

Riguardo ai danni punitivi, proseguiamo in Cassazione, visto che nel nostro paese si sono avuti molti riconoscimenti di questa particolare forma di condanna in presenza di colpa grave, e che le Sezioni Unite sono state recentemente chiamate a pronunciarsi al riguardo.

 Al riguardo non possiamo non evidenziare che la sentenza sulla Concordia ed i positivi risultati ottenuti nel processo penale non può che riflettersi anche sul caso del Norman Atlantic, in quanto i parametri di liquidazione del danno da parte dei giudici, hanno tenuto conto sostanzialmente della sussistenza di un danno psicologico, in termini di disturbo da stress post traumatico (ptsd), derivante dalla partecipazione dei nostri clienti ad una esperienza traumatica che ha lasciato segni indelebili nella loro vita.

Conoscendo nel dettaglio la storia personale vissuta a bordo del Norman Atlantic da parte dei tanti clienti che assistiamo anche in questo disastro navale, siamo in grado di affermare senza ombra di dubbio che la loro esperienza a bordo del traghetto in fiamme è stata estremamente più forte di quella vissuta a bordo della Concordia, sia in termini di durata (fino a due giorni) che di intensità fisica e psicologica (esposizione a condizioni psicofisiche estreme, intossicazione dai fumi, mancata assistenza a bordo etc.) ed infine maggiori danni patrimoniali in caso di perdita di tutti i beni ed effetti personali, distruzione degli automezzi e trasporti etc.

Vale la pena evidenziare che gli assicuratori di entrambe le navi sono di fatto gli stessi, riferibili ad un consorzio solidale tra compagnie di navigazione, e quindi i danni liquidati in favore dei passeggeri della Concordia costituiscono un parametro che dovrà essere preso in considerazione tanto in sede di ulteriori trattative per il caso del Norman Atlantic, che nel caso di una liquidazione ad esito del processo penale in corso di instaurazione a Bari.

 Nel procedimento penale, la Procura di Bari sta tuttora ultimando allo scarico e smaltimento degli automezzi distrutti dai ponti esterni della nave, ed i periti stanno concludendo le loro attività di indagine, volte alla individuazione delle cause dell’incendio, modalità di propagazione di gestione della emergenza.

 Confidiamo quindi che a breve ci sarà una accelerazione sia nel procedimento penale che nelle possibili trattative nell’incidente del Norman Atlantic, che resta uno dei più gravi degli ultimi anni nel mediterraneo.

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Richiesta la proroga indagini preliminari

PROROGA 1 E 2 NORMAN ATLANTIC_Page_02 L’ufficio del GIP ha notificato in data odierna ai difensori delle parti coinvolte l’avviso relativo alla richiesta di proroga del termine per il compimento delle indagini preliminari nell’ambito del procedimento penale sull’incendio del Norman Atlantic; La Procura di Bari, infatti, tenuto conto della necessità di attendere le risultanze della perizia disposta in ambito di incidente probatorio, le cui operazioni sono iniziate il giorno 11.06.2015 e sono tuttora in corso, volta all’accertamento dei malfunzionamenti della nave, dinamica incendio e accertamento dei fatti-reato ascritti agli indagati, nonchè la necessità di acquisire gli esiti delle perizie medico-legali, delle rogatorie internazionali e delle ulteriori investigazioni delegate alla Polizia Giudiziaria, ai sensi dell’art. 406 del codice di rito penale, ha richiesto la proroga di ulteriori sei mesi per concludere la fase di indagini preliminari.

A bordo del Norman Atlantic – 12 giugno 2015

Avv. Massimiliano Gabrielli a bordo del norman atlantic Friday the 12th of June 2015, together with the experts appointed by the Criminal Court of Bari, consultants of parties in disputes and my colleagues, we did the first official site inspection on the ship Norman Atlantic, burned down December 28, 2014 off the coast of Albania, while on its way from Greece to Italy. The ship is being sealed in custody for over six months, and after being towed from Tirana to Brindisi, and then to Bari, has been moored in the cruise dock of Bari port. Inside, remained the cars and trucks carrying the goods and all the belongings of the passengers, escaped from death, unfortunately not all, on board of the helicopters and with the few ferry’s means of saving. Everything that was not carbonized by the fire, which reached temperatures above 900 Celsius degrees (it melted aluminum wheels of the cars), has rotted under the heat of the sun; in the enclosed decks to reach the main brigde, we walked in total darkness between smelly sewage, fumes of dioxin, deformed walls, insects and rusty irons, in high danger conditions.

Foto 12-06-15 08 48 11Once we reached the higher opened deck, where passengers found refuge and were trapped for nearly three days in extreme weather surroundings (7-8 sea force, with waves of six meters and freezing winds over 50 km/h) and dreadful psycho-physical conditions, caught between the fire beneath them – melting the soles of their shoes, and the jets of icy water sprayed from the tug boats, we realized perfectly that these ships are death traps from which, in the event of a real emergency, it is impossible to escape. To save more than 500 persons on board were present only two lifeboats and some inflatable liferaft, to be reached sliding in a tube along the 25 meters of the ship’s side, adrift and on fire. Too bad that the red hot steel flank and flames melted the tube, and a man remained stuck inside, while on starboard side, the lifeboat and the tube were reduced to ashes even before they could be prepared for disembarking.

ponet esterno norman atlanticBeyond the technical aspects, regarding the investigations about the causes of the fire, on the ship’s malfunction and the behavior of the crew in the early stages of the emergency, the inspection of the ship has been helpful for us lawyers to better understand the tragedy experienced by our clients. Compared to the inspection on board of the Costa Concordia, which offered us, at distance of two years from the wreck, a kind of immediate snapshot of the moment when the passengers left everything and fled through the giant ship that ended up half under water – which is why I defined it as a modern Pompeii, on the upper deck of the Norman Atlantic we had the feeling of endless time of waiting for help, we found objects that passengers have used for the days in which they were trapped on board, the notebook with the drawings used to keep the kids occupied, blankets, a few bottles of water, bags and shoes of women, abandoned since then; everything else, in passenger’s cabins and lower decks, was reduced to ashes or buried inside the rusty carcasses of burned cars and trucks, along with the bodies of other passengers and clandestine still missing.

The shipping company has requested to delete the logo ANEK LINES from the side of the ship, considered embarrassing and damaging to their commercial image. Certainly it would also like to erase the memory of the tragedy and of the dead, but this will not happen. We lawyers of the victims are here for this, and after this strong experience we will know how to make it even better. The trial will bring light on the ferry industry, ships of shame, and on responsibilities for malfunctions, which are to be found also in the too easy system of controls on ships by the relevant authorities.

Avv. Massimiliano Gabrielli


Foto 12-06-15 09 56 20Il 12 giugno con i miei colleghi di Giustizia per la Concordia, Alessandra Guarini e Massimiliano Gabrielli, sono salito a bordo di quello che resta del Norman Atlantic per eseguire coi periti incaricati dal Tribunale e con i consulenti delle parti il primo sopralluogo sulle condizioni della nave. Siamo entrati da un passaggio – il c.d. accesso del pilota – che dalla fiancata sinistra della nave permette di attraversare una parte del ponte 1 per poi accedere ai ponti superiori con una delle scale posizionate all’interno dei ponti carico. Immediatamente entrati siamo letteralmente assaliti da un fetore indescrivibile di fumo, di putredine e di carburante che ti entra nel naso e in gola nonostante le mascherine che tutti noi portiamo.

Foto 12-06-15 10 04 25Il buio all’interno é totale e ci si può muovere solo usando torce elettriche che ognuno di noi porta con se… nonostante le torce il percorso é veramente pericolosissimo perché camminiamo attraverso carcasse contorte di camion completamente bruciati e gli spazi sono assolutamente angusti. Non solo: il pavimento é esso stesso contorto per essere stato deformato dal calore, scivoloso per essere ricoperto di poltiglia di olio e carburante e acqua e comunque disseminato di detriti metallici. Si sentono anche le mosche, tante, grosse, che ti seguono ovunque in quei meandri bui e rumori di ferraglia che si muove, scricchiola, e si intravvede qualche piccolo animale che scappa al nostro arrivo. Il percorso che ci viene indicato dai militari della guardia costiera che ci accompagnano é assolutamente caotico e si ha l’impressione che nemmeno loro sappiano effettivamente quale strada pigliare tanto che alcune delle persone che mi precedevano prenderanno una strada diversa da quella che il militare che avevo più vicino mi indicava.

Foto 12-06-15 09 35 16Finalmente, dopo avere salito due ponti attraverso scale buie e scivolose dove tutto era coperto da viscidume e dal nero fumo che permea quasi del tutto l’interno della Norman, spuntiamo in uno spazio aperto dove vediamo direttamente le condizioni del ponte e delle auto che erano state li posteggiate: il pavimento, come all’interno, é tutto contorto per il calore che si era sviluppato e la vernice che lo ricopriva é bruciata così che é quasi tutto color ruggine. Le auto sono solo degli scheletri e addirittura vediamo che i cerchioni si sono completamente fusi…uno dei consulenti che erano con noi ci dice che l’alluminio fonde a 900 gradi! Questa, dunque, é la temperatura infernale che almeno è stata raggiunta, addirittura all’aperto! Curiosamente – ci dicono che sarebbe dipeso dallo sbandamento che comunque la nave ha subito – le carcasse delle auto si sono ammassate tutte verso il lato dritto della nave. In maniera inspiegabile vediamo due auto – una Porsche e una Volvo – targate Grecia – sul ponte all’aperto, posizionate sul lato sinistro, che si sono salvate senza apparentemente subire alcun danno.

Foto 12-06-15 09 37 02Sempre sul lato a dritta possiamo vedere quello che rimane delle due scialuppe di salvataggio che non sono state calate a mare (l’incendio si era sviluppato da quella parte e evidentemente non fu possibile sbracciarle): non esistono più, sono completamente polverizzate e inspiegabilmente vediamo all’interno di esse ancora intatte le buste delle razioni di emergenza. Fortunatamente riusciamo a salire al ponte quattro e al cinque senza la necessità di dover rientrare nel ventre nero delle nave: dall’esterno per essere tutte le vetrate esplose per il calore si vedono comunque i resti dei saloni interni che risultano completamente carbonizzati. L’odore tremendo che esce da quelle sale fa presumere che lá ci possano ancora essere dei resti umani.

Foto 12-06-15 10 57 28Accediamo alla plancia di comando dove troviamo un ambiente che, salvo la parte centrale adiacente alla safety room che risulta del tutto bruciata (e anche il soffitto li é deformato dal calore), é cristallizzata ai momenti concitati dell’emergenza. Con Alessandra e Massimiliano ci aggiriamo attoniti in quel l’ambiente che ci ricorda drammaticamente il nostro accesso al ponte di comando della Concordia: lo stesso abbandono e lo stesso senso di tragedia che abbiamo respirato anche lá. Carte buttate ovunque, telefoni abbandonati, sediole rovesciate, il caos di chi evidentemente non ha potuto o saputo dominare quello che stava accadendo.

Foto 12-06-15 09 21 59Dal punto di vista tecnico pare di intendere che i periti e i consulenti siano orientati a ritenere che la causa dell’incendio sia da attribuire ad un camion che trasportava derrate alimentari e che non era stato attaccato alla rete elettrica di bordo…il perché é facile da intuire: troppi camion e autobus erano stati stipati contemporaneamente sul Norman e non c’era più abbastanza spazio per poter fare attaccare alla rete di bordo tutti quanti così causandosi il pericolo di scintille dai motori accesi che avrebbero potuto innescare il focolaio di un incendio. Altro punto da verificarsi é perché gli impianti antincendio non lo abbiano spento: i tecnici stanno verificando che i serbatoi del diesel che alimenta il DGE e l’impianto sono praticamente pieni. Ciò segnala che non sarebbero stati utilizzati fino in fondo e quindi rimane da capire se sia stata una scelta cosciente quella di evitare di usare gli impianti o se invece non abbiano funzionato e perché.

A noi rimane quel senso di orrore per quello che abbiamo veduto, mischiato all’umana pietá per quelli, tutti, che hanno avuto la sfortuna di essere a bordo di quella trappola mortale che non solo é stata usata per evidentemente potersi ottenere il massimo profitto possibile (ed eccessivo) dal carico di troppi automezzi stipati all’inverosimile ma che nemmeno ha funzionato nei propri sistemi di emergenza essenziali per carenze tecniche e per la palese impreparazione del personale di bordo che, oltretutto, si é macchiato della colpa peggiore di avere abbandonato al proprio destino le persone a loro affidate. Cercheremo di fare luce su tutte le manchevolezze, le colpe e le impreparazioni che si sono verificate per amore di verità e per sete di Giustizia, Giustizia per il Norman Atlantic. Con ancora nelle narici e in gola l’odore della morte che promana da quel girone infernale che é stato il Norman.

Cesare G. Bulgheroni


avvocati Alessandra Guarini, Cesare Bulgheroni e Massimiliano GabrielliIl sopralluogo è stato difficile e pericoloso. Siamo saliti al buio, passando attraverso le carcasse bruciate dei tanti mezzi stipati a bordo, in spazi angusti e pericolanti. Abbiamo tutti immediatamente compreso che il carico era eccessivo! L’aria era irrespirabile ed insalubre! Ogni parte della nave è deformata dalle fiamme e le superfici sono sconnesse e scivolose. Con i periti e i consulenti abbiamo cercato ogni elemento utile a ricostruire le cause dell’incendio e del perché i dispositivi di sicurezza non abbiano funzionato. Rimane il “mistero” della scatola nera e dei dati mancanti: il disco interno recuperato dalla nave é bruciato mentre quello esterno, contenuto nella capsula galleggiante, é stato oggetto di una attività di lettura nella fase delle indagini, eseguita senza che venisse fatta una copia forense e con conseguente alterazione dell’originale. Ad oggi mancano proprio i files audio, fondamentali per ricostruire quanto accaduto a bordo la notte dell’incendio! Per questo abbiamo chiesto ai periti di verificare ogni circostanza utile ad escludere eventuali manomissioni.

Foto 12-06-15 09 41 52Ho visto molto orrore dentro quella nave completamente divorata dalle fiamme. Ho visto sul ponte più alto le paratie dove per giorni hanno trovato riparo i naufraghi in attesa dei soccorsi. Ho visto gli zaini dei bambini, i blocchi e le matite usati per distrarli dalla tragedia che stavano vivendo. Siamo rimasti stupiti della richiesta della società Anek Line di cancellare il logo ancora visibile sul fianco del relitto per evitare pubblicità negativa, visto che proprio davanti a quel molo attraccano le grandi navi da Crociera! Ma non riusciranno a cancellare la memoria della tragedia e delle vittime!  L’avv. Massimiliano Gabrielli, l’Avv. Cesare Bukgheroni ed io del legal team “Giustizia per il Norman Atlantic” non dimenticheremo i passeggeri e nemmeno ciò che abbiamo visto e respirato tra quelle lamiere contorte. Staremo a fianco delle vittime affinché la verità sia accertata e i colpevoli puniti!

Avv. Alessandra Guarini


CLICCA PER VEDERE LE FOTO DELL’ACCESSO A BORDO DEL NORMAN ATLANTIC – PICTURES FROM THE INSIDE OF THE SHIP 

Su Ns. istanza disposto TEST DNA sui familiari dei dispersi #Norman Atlantic

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Dopo oltre 5 mesi dall’incendio del Norman Atlantic non si è ancora accertata la identità di alcune delle salme recuperate a bordo ed in mare, ed i familiari di alcune vittime hanno incaricato i ns. Avvocati di richiedere alla Procura di Bari di procedere ad un prelievo urgente dei loro campioni biologici, al fine di confrontarli con quelli dei corpi rimasti senza nome; infatti i resti umani totalmente carbonizzati, recuperati a bordo della nave,  e quelli irriconoscibili recuperati in mare, a distanza anche di due mesi, sono già stati sottoposti al test DNA ma non era ancora stato effettuato altrettanto con i parenti dei dispersi, onde procedere poi all’esame comparativo ed eventuale identificazione.

Il giorno 18 maggio 2015 presso gli uffici della Procura di Bari, verrà quindi finalmente affidato l’incarico ai consulenti medico-legali di effettuare presso il policlinico di Bari il prelievo dei campioni biologici per il TEST DNA ai congiunti di due tra i passeggeri dispersi il 28.12.2014, anche in funzione del prossimo avvio delle operazioni peritali a bordo del relitto, che prenderanno il via dopo la udienza di incidente probatorio del 22.05.2015, e che potrebbero anche portare al rinvenimento di altri corpi rimasti a bordo in zone della nave non ancora esplorate: il numero dei dispersi accertati è di 19 passeggeri, di cui tre clandestini.

L’accertamento ha anche una determinante rilevanza riguardo ai tempi per i risarcimenti, poiché la condizione di morte presunta non è stata ancora dichiarata e, ad oggi, i parenti delle vittime non hanno ricevuto alcun tipo di risarcimento od indennizzo dalle compagnie Visemar ed Anek Lines, neppure a titolo di acconto.

FISSATA UDIENZA INCIDENTE PROBATORIO NORMAN ATLANTIC

Dopo lunga attesa, i Procuratori di Bari hanno finalmente  provveduto a depositare la richiesta di incidente probatorio, al fine di procedere attraverso i periti del tribunale, all’accesso alla nave ed esaminare, in contraddittorio con le altre parti processuali, tutto il materiale informatico e di indagine fin qui svolto. Ai periti sarà richiesto di accertare la natura dei malfunzionamenti del sistema antincendio e di tutti i sistemi in dotazione della motonave Norman Atlantic, l’osservanza della normativa in materia di sicurezza navale, di caricamento e rizzaggio degli automezzi, di effettiva chiusura dei garage durante la navigazione individuazione delle cause di insorgere dell’incendio e sua propagazione, la correttezza delle procedure di emergenza, evacuazione e tempistiche degli allarmi, oltre ai rilievi di natura strettamente tecnica funzionali alla successiva fase processuale.

Il GIP di Bari, Dott.ssa Alessandra Piliego, ha fissato udienza al 22 maggio 2015 per formulare i quesiti e conferire formalmente l’incarico al collegio peritale già nominato. Qualcuno dei periti o degli ausiliari sono nomi a noi già noti, per essere stati consulenti del PM o periti nel processo Concordia.

Il lungo elenco delle parti offese, riportate nella ordinanza di fissazione di udienza, è solo parziale perché non aggiornato con tutte le ulteriori querele-denunce depositate in tutta Italia da molti altri passeggeri solo da poco, in prossimità della scadenza del termine di tre mesi dal fatto, ed evidentemente non ancora giunte formalmente alla attenzione degli uffici giudiziari baresi. Questo però non deve preoccupare perché, anche in funzione del fatto che solo una parte dei passeggeri pare aver proposto querela, il Giudice delle Indagini Preliminari ha disposto la notifica della ordinanza che fissa l’udienza anche per pubblico proclamo, disponendone la pubblicazione ai fini della conoscibilità da parte di tutti gli interessati, anche sui siti istituzionali e con trasmissione alle agenzie di stampa.

norman-atlantic-sportellone[1]Attendiamo da molto e con impazienza questo momento per dare il via alle operazioni processuali, e che sembravano incredibilmente destinate a rimanere in sospeso ancora a lungo. La situazione, dobbiamo dire criticamente, pare essersi sbloccata solo a seguito delle pressioni, anche mediatiche, da ultimo evidentemente esercitate dalle compagnie Costa Crociere ed MSC, le quali lamentavano l’occupazione della banchina croceristica nel porto di Bari, da parte del relitto Norman Atlantic, dal sinistro e poco rassicurante aspetto e con all’interno ancora i TIR carichi di derrate alimentari in avanzato stato di decomposizione: per loro, insomma, un relitto scomodo e che puzza.

Sembrano dimenticare, però, che quel relitto custodisce ancora, con ogni probabilità, altri corpi senza vita dei passeggeri che non sono stati rinvenuti o che non erano neppure stati registrati in lista di imbarco, e che  da oltre 120 giorni molti parenti dei dispersi attendono di poter recuperare e portare a casa i resti dei loro familiari, o quantomeno sapere se una delle salme già rinvenute a bordo od in mare negli ultimi mesi appartiene al loro congiunto.

Lunedì presenteremo una istanza formale alla Procura di Bari affinché proceda senza ulteriori indugio al prelievo dei campioni biologici per accertamento del DNA sui familiari di alcuni dispersi che assistiamo, e che innanzitutto chiedono, anzi legittimamente pretendono, di sapere.

Al termine delle operazioni peritali, inoltre, sarà possibile procedere alla eventuale restituzione in favore degli aventi diritto, degli automezzi e dei beni personali non andati distrutti nell’incendio del 28.12.2014.

I nostri Avvocati Massimiliano Gabrielli, Cesare Bulgheroni ed Alessandra Guarini saranno in udienza il 22 maggio, innanzitutto per vigilare e tutelare il rispetto degli interessi delle parti offese, ma anche per valere da subito i diritti dei passeggeri, che ancora attendono ancora da parte delle compagnie una vera offerta.

Ad oggi, infatti, Anek Lines e Visemar non hanno effettuato alcun tipo di offerta concreta, sottraendosi ad un comportamento diligente ma, soprattutto doveroso, mettendo a disposizione una somma risarcitoria iniziale ed adeguata nei confronti dei familiari delle vittime, alcune delle quali, come nel caso degli autisti degli TIR, hanno lasciato mogli e bambini senza alcuna forma di sostentamento.

ALLEGHIAMO LA ORDINANZA INTEGRALE DI FISSAZIONE DELLA UDIENZA DI INCIDENTE PROBATORIO

Norman Atlantic: l’Avv. Bulgheroni in Procura a Bari

cesare bullL’Avv. Cesare Bulgheroni del nostro pool si è recato oggi dì nuovo in Procura della Repubblica a Bari per incontrare i responsabili delle indagini sull’incendio del Norman Atlantic, tuttora in corso, al fine di verificare lo stato delle stesse e coordinare i prossimi appuntamenti; è previsto infatti per il giorno 28.04.2015 il conferimento di incarico ai consulenti della Procura per svolgere ulteriori esami ed accertamenti tecnici non ripetibili ex art. 360 c.p.p. nei confronti dei nuovi indagati (due membri equipaggio), nell’estrazione dei dati ed analisi dal sistema di rilevamento incendi (autosafe – fire alarm control panel) la cui centrale è collocata sulla plancia della nave ormeggiata in banchina a Bari, e nella estrazione dei dati contenuti nel telefono cellulare Samsung in uso al Comandante Argilio Giacomazzi la notte dell’incidente. Inoltre i PM di Bari dovranno decidere se procedere alle notifiche riguardo alla richiesta di incidente probatorio tramite pubblici proclami o con notifiche dirette a tutte le parti offese. Ad oggi ancora non è stata fissata la data di prima udienza per l’incidente probatorio che dovrebbe svolgersi quanto prima. Proseguono infine le operazione di identificazione delle vittime e di analisi DNA dei corpi rinvenuti a bordo ed in mare, ultimo caso circa due settimane fa ad Ostuni.

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Mr. Cesare Bulgheroni, one of th lawyers of our pool went today again in the Prosecutor’s Office in Bari to meet the investigators on the case of Norman Atlantic, still in progress, in order to check the status of the same and coordinate the upcoming events; it is expected for the day 28/04/2015 the transfer of assignment to the consultants of the prosecutor to conduct further tests and technical assessments not repeatable art. 360 Code of Criminal Procedure against the new investigated (two crew members), data extraction and analysis from the fire detection system (Autosafe – fire alarm control panel) whose center panel lies on the bridge of the ship moored at the quay in Bari, and in the extraction of data from the Samsung phone in use to the Commander Argilio Giacomazzi the night of the accident. In addition, the PM of Bari will have to decide whether to make the notifications concerning the request for the probative evidence hearing through public proclamations or notifications direct to all offended parties. The date still has not been fixed for the first hearing in the recording of evidence procedure that should take place as soon as possible. Finally, it continue operation of victims identification and DNA analysis of the bodies found on board and at sea, the last event about two weeks ago in Ostuni.

Norman Atlantic complaint’s terms close to expire – scadenza termini per la querela

nassNORMAN ATLANTIC: THE FINAL TERM TO FILE THE COMPLAINT IS NEAR!

It’s necessary for every survivor of the Norman Atlantic shipwreck to know that, as established by art. 124 of the Italian Criminal Code, their right to present criminal complaint against the responsible for the damages they have suffered as a result of the wrong maneuvers of the NA’s commander and his crew, and against directors of Visemar and Anek Lines, responsible for not correctly examined and equipped ship with all possible measures to prevent accidents, prescribing for minor crimes- such as, for example, personal injuries that could heal in less than 20 days- in the term of three months from the moment in which the event happened.

In this way, in fact, who will present a criminal complaint – explaining what happened in the night of the 27th December 2014 aboard of the NA and after the beginning of the emergency and in the following hours – have the right to ask to be compensated for the damages suffered for the wreck directly in the criminal trial that will be conducted in Bari (Italy) against the Commander and against the Directors of the two Companies involved in the crimes (Visemar as the owner of the vessel and Anek Lines as the operator of the line with the Norman Atlantic).

Not only. Who will file a criminal complaint against the Commander and against the Directors of Visemar and Anek Lines will have even a stronger position in the negotiations that we are conducting with Visemar and Anek out of Court, to get the best possible compensation of the damages suffered by the survivors of the NA’s shipwreck.

Considering that the facts happened between the 27 and the 30 December 2014, the final term to file a criminal complaint for the crimes suffered during the wreck will expire the 28th of March 2015.

We are ready to assist anyone in Italy, it is here that will take place the criminal trial and the jurisdiction of this shipwreck is undoubtedly Italian because the ship in registered in Bari (ITALIA), and to submit criminal complaints for the events that occurred during the hours of the emergency aboard the NA.

The staff of Justice for the Norman Atlantic’s wreck.


NORMAN ATLANTIC: IL TERMINE ULTIMO PER PROPORRE LA DENUNCIA È VICINO.

E’ necessario far sapere a tutti i superstiti del naufragio del Norman Atlantic che, come disposto dall’art. 124 del Codice Penale Italiano, il loro diritto a presentare denunce penali contro i responsabili dei danni che hanno subito, a causa delle manovre errate del Comandante del NA e del suo equipaggio, e contro i direttori di Visemar e Anek lines, responsabili dell’accaduto per non aver correttamente esaminato e dotato la nave di ogni possibile misura per evitare incidenti, si prescrive per i reati minori- quali ad esempio le lesioni personali guaribili in meno di 20 giorni- nel termine di 3 mesi dal momento in cui è accaduto il fatto.

In questo modo infatti, chi presenterà una denuncia penale, spiegando cosa è successo nella notte del 27 dicembre 2014 a bordo del NA, dopo l’inizio dell’emergenza e nelle ore successive, avrà il diritto di chiedere di essere risarcito dei danni subiti a causa del naufragio, direttamente nel processo penale che sarà condotto a Bari (Italia), contro il comandante e contro i direttori delle due compagnie coinvolte (Visemar nella qualità di proprietario della nave e Anek come operatore di linea del NA).

Ma non solo. Chi presenterà una denuncia penale contro il comandante e contro i direttori di Visemar e Anek lines godrà anche di una posizione più forte nelle negoziazioni che noi stiamo conducendo con Visemar e Anek al di fuori del Tribunale, per far ottenere il miglior risarcimento possibile per i danni subiti ai superstiti del naufragio del Norman Atlantic.

Considerando che i fatti sono accaduti tra il 27 e il 30 dicembre 2014, il termine finale per proporre la denuncia per i crimini subiti durante il naufragio scadrà il 28 MARZO 2015.

Siamo pronti ad assistere chiunque in Italia, è qui che si terrà il processo penale e la giurisdizione di questo naufragio è indubbiamente italiana perché la nave è registrata a Bari(Italia), e siamo pronti a presentare denunce penali per gli eventi accaduti durante le ore dell’emergenza a bordo del Norman Atlantic.

Lo staff di Giustizia per il naufragio del Norman Atlantic.