NORMAN ATLANTIC: sentenza di condanna greca, Giustizia negata – Greece sentence, Justice is not served

Oggi è stata raggiunta una prima decisione di colpevolezza nel caso del disastro marittimo della nave NORMAN ATLANTIC, il processo penale in Grecia ha raggiunto un verdetto di primo grado ed il tribunale ellenico ha stabilito all’unanimità che cinque degli 11 imputati sono colpevoli e ha condannato il manager e CEO dell’ANEK ad un totale di 16 anni di reclusione ciascuno, e una condanna a 14 anni per l’equipaggio di ANEK a bordo della nave, 6 anni ed a 5 anni e 2 mesi rispettivamente ai due ufficiali di marina responsabili delle operazioni di carico.

E’ stata confermata la piena consapevolezza dei responsabili della compagnia ANEK sulle pratiche di carico dei mezzi e contrarie alle norme marittime, come consentire che i camion refrigerati mantenessero i motori a scoppio accesi anche durante la navigazione perché non era garantito a sufficienza l’allaccio alla rete elettrica della nave per tutti gli autotreni imbarcati in sovrannumero. Avrebbero potuto impedire l’evento e proteggere i passeggeri, ma non l’hanno fatto, continuando per anni a guadagnare senza riguardo alla sicurezza della vita umana.

Δίκη «Norman Atlantic»: 16 έτη φυλάκιση στους υπεύθυνους της ΑΝΕΚ

La Grecia sembra quindi aver battuto sul tempo i giudici italiani di Bari, dove pende il processo italiano per gli stessi fatti ma che è fermo ancora alle fase preliminari del dibattimento di primo grado, ma non sembra davvero che la legge ellenica abbia saputo fare Giustizia, anzi.

Il nuovo codice penale in Grecia, in vigore da luglio 2019, ha di fatto dimezzato le pene per questi reati, e prevede un massimo di 5 anni di reclusione per omicidio multiplo (prima erano fino a 10) ed il tribunale ha inflitto al presidente e all’amministratore delegato dell’ANEK pene di base di 3 anni per ogni morte e da 2 anni e 18 mesi rispettivamente per i reati di incendio doloso e disturbo del traffico marittimo. Il responsabile dell’ANEK a bordo 18 mesi di reclusione per ogni omicidio e due marinai rispettivamente di 18 mesi e un anno.

QUELLO CHE APPARE INACCETTABILE PER IL NOSTRO ORDINAMENTO E PER I FAMILIARI DELLE VITTIME è che la sentenza greca, con pene al carcere complessivamente fino a 16 anni, secondo la loro legge penale possa essere totalmente convertita in una multa/sanzione economica dagli imputati, che quindi sono stati condannati ma non sconteranno un solo giorno di carcere: 20 euro per ogni giorno di reclusione per il presidente e l’amministratore delegato della compagnia di navigazione, 10 euro al giorno per il responsabile dell’ANEK a bordo e 5 euro al giorno per i due marinai condannati. E la pena è sospesa fino al secondo grado (come avviene anche in Italia).

Ciò significa che l’intera misura della pena detentiva sarà convertita nel pagamento di una multa, una condanna economica; gli imputati, giudicati responsabili della morte di 10 persone a bordo e 19 dispersi a mare, nel disastro avvenuto a causa della grave violazione delle norme di prudenza e del diritto marittimo, non sconteranno in Grecia neanche un giorno di prigione, con una sentenza solo sulla carta a 16 anni.

Infatti a causa del nuovo codice penale greco, tutte le pene sono ricondotte al limite massimo previsto attualmente dalla legge ellenica in caso di omicidio colposo plurimo, ossia 5 anni.

Noi avvocati e cittadini italiani dovremo svolgere molte riflessioni sul significato e la portata della sentenza greca che, in ogni caso, riguarda solo minimamente gli imputati nel processo italiano sul naufragio del NORMAN ATLANTIC, ma una cosa è certa, i passeggeri che si sono costituiti parte civile nel processo penale italiano, di cui la maggior parte sono di nazionalità greca, possono contare nel nostro paese su una macchina della giustizia sicuramente più lenta e complicata, ma certamente più rigorosa. In Grecia non si può dire moralmente che Giustizia è stata fatta.

Il nostro ordinamento penale non permette di cavarsela così facilmente con la conversione in denaro di una pena detentiva così importante; in Italia per condanne superiori a 4 anni si va in carcere, così come nel caso della condanna a 16 anni che il comandante Schettino sta in galera da circa 3 anni per il disastro della Concordia.

Visto che il nuovo codice penale greco ha dimezzato le pene e consente di convertire le condanne detentive in una somma di danaro, 20 euro al giorno una condanna a 16 anni per la morte di 10 persone e 19 dispersi, si trasforma comodamente (16 anni -> 5844 giorni x 20 euro) in 116.880 euro e zero giorni di carcere, mentre con la riduzione a 5 anni la somma scende a 36.500 euro.

Ci lamentiamo spesso della legge penale italiana, ma questa roba qui per un avvocato delle vittime dei disastri è davvero una sentenza sconvolgente, non si tratta di giustizialismo, ma di fronte ad omicidi plurimi e la prova raggiunta su una pratica aziendale votata alla massimizzazione dei profitti, convertire 16 anni di carcere in una multa a 20 euro al giorno, vuol dire negare ai familiari delle vittime una condanna anche solo morale: e come sempre diciamo non c’è pace senza Giustizia.

<p class="has-drop-cap" value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80">Today a first guilty decision was reached in the case of the NORMAN ATLANTIC maritime disaster, as the criminal trial in Greece reached a first instance verdict and the Greek court unanimously ruled that five of the 11 defendants are guilty and sentenced the manager and CEO of ANEK to a total of 16 years in prison each, and a sentence of 14 years for ANEK's crew on board the ship, 6 years and 5 years and 2 months respectively to the two naval officers responsible of loading operations.Today a first guilty decision was reached in the case of the NORMAN ATLANTIC maritime disaster, as the criminal trial in Greece reached a first instance verdict and the Greek court unanimously ruled that five of the 11 defendants are guilty and sentenced the manager and CEO of ANEK to a total of 16 years in prison each, and a sentence of 14 years for ANEK’s crew on board the ship, 6 years and 5 years and 2 months respectively to the two naval officers responsible of loading operations.

The full awareness of the managers of the ANEK company on the loading practices of the vehicles and contrary to maritime regulations, such as allowing the refrigerated trucks to keep the internal combustion engines running even during navigation, was confirmed because of lack of the connection to the the ship’s electrical network for all excessively loaded trucks. They could have prevented the event and protect the passengers, but they did not, continuing to earn money for years regardless of the safety of human life.

Δίκη «Norman Atlantic»: 16 έτη φυλάκιση στους υπεύθυνους της ΑΝΕΚ

Greece therefore seems to have beaten the Italian judges of Bari on time, where the Italian trial is pending for the same facts and is still at the preliminary stage of the first instance trial, but it does not really seem that Hellenic law has been able to do justice, rather.

The new criminal code in Greece, in force since July 2019, has effectively halved the penalties for these crimes, and provides for a maximum of 5 years of imprisonment for multiple homicides (previously up to 10) and the court has imposed on the president and to the CEO of ANEK basic penalties of 3 years for each death and 2 years and 18 months respectively for the offenses of arson and disturbance of maritime traffic. The ANEK manager on board 18 months’ imprisonment for each murder and two sailors of 18 months and one year respectively.

WHAT APPEARS UNACCEPTABLE FOR OUR LEGAL SYSTEM AND FOR THE FAMILIES OF THE VICTIMS is that the Greek sentence, with a total prison sentence of up to 16 years, according to their criminal law can be totally converted into a fine / economic sanction by the defendants, which therefore were sentenced but will not serve a single day in prison: € 20 for each day of imprisonment for the president and CEO of the shipping company, € 10 per day for the ANEK manager on board and € 5 per day for the two condemned sailors. And the sentence is suspended up to the second degree (as is also the case in Italy).

This means that the entire measure of the prison sentence will be converted into the payment of a fine, an economic sentence; the defendants, found responsible for the deaths of 10 people on board and 19 missing at sea, in the disaster that occurred due to the serious violation of the rules of prudence and maritime law, will not serve even a day in prison in Greece, with a sentence only on card to 16 years.

In fact, due to the new Greek penal code, all penalties are reduced to the maximum limit set now by the Hellenic law in case of multiple manslaughter, i.e. 5 years.

We Italian lawyers and citizens will have to carry out many reflections on the meaning and scope of the Greek sentence which, in any case, only minimally concerns the defendants in the Italian trial on the sinking of the NORMAN ATLANTIC, but one thing is certain, the passengers who filed as civil parties in the Italian criminal trial, most of which are of Greek nationality, in our country can count on a system of justice that is certainly slower and more complicated, but for sure also more rigorous. In Greece one cannot morally say that Justice has been served.

Our criminal legal system does not allow them defendants to get away so easily with the conversion of such an important prison sentence into money; in Italy for sentences of over 4 years you go to prison, as well as in the case of the 16-year sentence that captain Schettino has been serving in prison for about 3 years now, for the Concordia disaster.

Given that the new Greek penal code has halved the sentences and allows prison convictions to be converted into a sum of money, 20 euros a day on a 16-year sentence for the death of 10 people and 19 missing, it is easily transformed (16 years > 5,844 days x 20 euros = 116,880 euros) and zero days in prison, while with the reduction to 5 years the sum drops to 36,500 euros.

We often complain about Italian criminal law, but this stuff here for a mass disaster victim’s lawyer is really a shocking sentence, it is not about justicialism, but facing multiple homicides and the proof achieved on a corporate practice devoted to maximizing profits , converting 16 years of prison into a fine of 20 euros a day, means denying the families of the victims even for a moral sentence: and as we always say there is no peace without justice.


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