Norman Atlantic: il punto della situazione a tre anni dalla tragedia

Today, December 28, 2017 falls on the third anniversary of the shipwreck and fire of the Norman Atlantic, and all those involved in the tragedy, can not but remember this date, and from our side we must briefly make a point of the situation about the status of trials and compensation.

  • The criminal trial is struggling to start, despite the probationary phase was closed in April 2017 and the report from the experts appointed by the Court of preliminary investigation of Bari has ascertained the actual existence of many malfunctions on the ship, failure to comply with the emergency procedures by crew and the very serious responsibilities of both Visemar (owner of the ship) and Anek (carrier). We know that the Public Prosecutors assigned to the Norman Atlantic case, in recent months have also dealt with some large and demanding proceedings on organized crime in Puglia, and we are therefore convinced that within the beginning of the new year it will finally be notified the request to trial to all the investigated subjects, starting the expected criminal trial phase, which will lead truth and justice to the victims. As already happened in all the trials on naval disasters that we have followed and continue to follow.
  • Negotiations: concerning on the compensation side, negotiations have reached a level of offers that has been considered by many passengers to be very far from the rightful expectations, even though many have been forced to accept these offers, due to economic difficulties in they were in, especially in Greece. We know that from the ascertaining of liability troughout the criminal case, we will avoid the compensation ceilings that so far have allowed the shipowners to keep the negotiations on a low level, and therefore the negotiations profile remains open to new possible results.
  • The civil trial: in December last year the civil lawsuit started, to avoid incurring the decadence that the European legislation introduced into our legal system, forcing passengers to act judicially within two years from a maritime accident that involved a compensation right, to avoid forfeiture. Defined by the newspapers a record process, the case of the Norman is the second major civil case in the maritime field in Italy: between our team “Justice for the Norman Atlantic” and the team formed by the Turinese Ambrosio & Commodo, Bona & Oliva and the Greeks Pavlakis-Moschos, two separate civil actions were started in 2017 at the Court of Bari, for a total request of almost ten million euro. The first hearing in our trial took place on 24.10.2017, and the judge Dr Simoni Raffaella has kept the file in reserve to decide on the many exceptions raised by the counterparts about the regularity of notifications, passive legitimacy and many other preliminary issues. Just a few days ago we received the order by the court which rejected all the insidious exceptions of Anek’s lawyers regarding the notifications and simply ordered the integration of the deeds with the facts acquired as a result of the probative phase from the criminal procedure (on the dynamic of incident and responsibility of the carrier) as well as about the specification of the damage divided for each position of the passengers and / or family members of the victims, then fixing the case for its continuation at the next hearing on June 26th 2018.

The first confrontation in court with the lawyers of Anek and Visemar, therefore, has definitely closed in favor of the victims and the civil case, pending the developments on the criminal procedures front, will be able to take place regularly in the next months in its preliminary phase.Immediately after the holidays we will proceed to contact you individually via email and through our correspondent Mr. Metaxopoulos to update your personal positions, from a legal medical point of view and of the material damages suffered by each one.

For now we address a thought to the many victims, the very many missing and their families who still have not lost the determination to demand for justice and truth about the disaster of the Norman Atlantic, and prepare ourselves for a 2018 full of commitments and positive results on our common aims.


Oggi 28 dicembre 2017 cade la terza ricorrenza dal naufragio ed incendio del Norman Atlantic, e tutti coloro coinvolti nella tragedia, non possono non ricordare questa data, e da parte nostra occorre fare in breve il punto della situazione sullo stato dei processi e dei risarcimenti.

  • Il processo penale stenta a partire, nonostante l’incidente probatorio si sia chiuso ad aprile 2017 e la perizia degli esperti nominati dal Giudice delle indagini preliminari di Bari abbia accertato la effettiva sussistenza di molti malfunzionamenti sulla nave, il mancato rispetto delle procedure di emergenza da parte dell’equipaggio e le gravissime responsabilità in capo sia a Visemar (proprietaria nave) che Anek (vettore). Sappiamo che i PM assegnati al caso del Norman Atlantic, in questi ultimi mesi si sono occupati anche di alcuni grandi ed impegnativi procedimenti sulla malavita organizzata pugliese, e siamo quindi convinti che ad inizio dell’anno nuovo sarà finalmente richiesto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati, dando il via alla attesa fase processuale penale, che restituirà verità e giustizia alle vittime. Come avvenuto in tutti i processi sui disastri navali che abbiamo seguito e continuiamo a seguire.
  • le trattative: per quanto riguarda i risarcimenti, le trattative sono approdate ad un livello di indennizzo che da molti passeggeri è stato ritenuto molto lontano dalle giuste aspettative, anche se purtroppo in molti si sono visti costretti ad accettare le offerte per via delle difficoltà economiche in cui si trovavano, sopratutto in Grecia. Sappiamo che dall’accertamento di responsabilità nelle cause penali salteranno i massimali di risarcimento che finora hanno consentito agli armatori di mantenere bassi i risarcimenti, e quindi anche la strada delle trattative resta aperta a nuovi possibili risultati.
  • Il processo civile: a dicembre dell’anno scorso è partita la causa civile, per evitare di incorrere nelle decadenze che la normativa europea ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico, costringendo i passeggeri ad agire giudizialmente entro due anni da un sinistro marittimo che lo ha coinvolti per evitare le decadenze. Definita subito dai giornali un processo record, il caso del Norman è la seconda maggiore causa civile in ambito marittimo in Italia: tra il nostro team “Giustizia per il Norman Atlantic” ed il team formato dai torinesi Ambrosio&Commodo, Bona&Oliva e i greci Pavlakis-Moschos, sono state avviate due distinte azioni civili presso il Tribunale di Bari, per una richiesta totale di quasi dieci milioni di euro. La prima udienza nel nostro processo si è tenuta il 24.10.2017, ed il giudice dott.ssa Simoni Raffaella ha trattenuto il fascicolo in riserva per decidere su moltissime eccezioni sollevate dalle controparti sulla regolarità delle notifiche, sulla legittimazione passiva e molte altre questioni preliminari. Appena qualche giorno fa ci è giunta la ordinanza di scioglimento della riserva con la quale il tribunale ha respinto tutte le insidiose eccezioni dei legali di Anek relativamente alle notifiche ed ha semplicemente disposto la integrazione degli atti di causa con i risultati acquisiti ad esito dell’incidente probatorio penale (sulla dinamica incidente e responsabilità del vettore) nonché sulla specificazione del danno suddivisa per ciascuna posizione dei passeggeri e/o familiari delle vittime, rinviando quindi la causa per la sua prosecuzione alla prossima udienza del 26.06.2018.

Il primo scontro in aula giudiziaria con i legali di Anek e Visemar, quindi, si è chiuso decisamente a favore delle vittime e la causa civile, in attesa degli sviluppi sul fronte penale, potrà regolarmente svolgersi nei prossimi mesi nella sua fase istruttoria.

Subito dopo le feste procederemo a contattarvi singolarmente via mail ed attraverso il nostro corrispondente Avv. Metaxopoulos per fare un aggiornamento delle vostre personali posizioni, da un punto di vista medico legale e dei danni materiali subiti da ciascuno.

Per ora rivolgiamo un pensiero alle tante vittime, ai moltissimi dispersi ed ai loro familiari che ancora oggi non hanno perso la determinazione nel pretendere giustizia e verità sul disastro del Norman Atlantic, e prepariamoci ad un 2018 pieno di impegni e risultati positivi rispetto ai nostri comuni obiettivi.

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